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Mental Training 2° Livello

04/04/2017

 

COME NASCE IL CORSO DI MENTAL TRAINING DI 2° LIVELLO?

 

Il primo problema degli atleti che soffrono d'ansia è che non sanno davvero di che si tratta. Sanno che prima e/o durante la gara stanno male, sanno che non riescono a performare come vorrebbero, ma la sensazione è quella di essere aggrediti da una belva feroce, invisibile e imperscrutabile, rispetto alla quale si rimane giocoforza indifesi.

E' presupposto noto che possiamo controllare ciò di cui siamo consapevoli, mentre siamo controllati da ciò che non conosciamo. Pertanto volevo che il corso di 2° livello avesse per primo obiettivo "conosci il tuo nemico". Ovvero: che cos'è esattamente l'ansia. Come quali varianti di questa si configura l'ansia da gara. Quali fattori la innescano. Quali sono tutti i sintomi. Che differenza c'è tra ansia somatica e ansia cognitiva. Come davvero si lega l'insorgere dell'ansia all'attivazione psicofisica. E' proprio vero che l'ansia è un eccesso di attivazione? Che rapporto c'è tra autostima e ansia? Che differenza c'è tra autostima e autoefficacia?

In nessun corso o testo ho mai trovato tutte insieme le risposte a queste domande, e risolvere alcuni di questi quesiti ha richiesto una ricerca testarda, animata da certezze maturate sul campo che contraddicevano certa aleatoria letteratura sul tema.

Secondo obiettivo: sapere come intervenire a seconda del proprio specifico problema d'ansia. Perché non vi serve a nulla saper praticare un rilassamento profondo se a voi l'ansia coglie pochi istanti prima della gara, o magari addirittura durante. Come non è di alcuna utilità padroneggiare il dialogo interno se l'ansia si traduce in insonnia la notte prima della performance.

Volevo un corso che insegnasse ad attuare contromisure mirate per ogni possibile manifestazione di ansia competitiva. A questo scopo, in aula svolgeremo insieme esercitazioni su scenari diversissimi per tipologia di sintomi, momento di insorgenza e sensazioni dichiarate dal soggetto ansioso.

Tutto questo è rigorosamente da inscriversi nel quadro di quanto appreso nel corso di 1° livello. Perché contrastare l'ansia è sempre e comunque una misura a valle. L'ansia va prevenuta o sconfitta a monte, disinnescandone le ragioni profonde, non tamponandone i sintomi superficiali.

Per questo resta decisiva una formazione mentale dell'atleta che ne porti alla luce le motivazioni profonde e un'educazione a una cultura della prestazione che metta al centro dei propri desideri di atleta godersi appieno il momento della pratica sportiva, e non sopravvivergli con sofferenza per poi, forse, dopo, godersi il risultato.

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