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POSTI LIMITATI, PERCHE'?

08/02/2017

 

Il mio corso di Mental Training sportivo accetta un massimo di 10-12 partecipanti. No, non lo faccio per ammantarlo di esclusività. La vera ragione è semplice: non si tratta di ascoltare me che parlo. Altrimenti, 10 o 1.000 corsisti non farebbero differenza, se non per le mie tasche ;)
Si tratta invece di ascoltare se stessi. E per farlo, è necessario che io possa rivolgere 'domande potenti' a ciascuno dei miei corsisti, analizzare le risposte e aiutarli a precisarle con mirate domande di rincalzo.

Poi il corso comunica concetti importanti, spesso spiazzanti per i corsisti. Ma le scoperte più decisive sono sempre quelle che fanno da soli, rispondendo a domande che, semplicemente, nessuno gli aveva mai posto. Domande sui loro desideri più profondi in ambito sportivo. Cioè quelle motivazioni che per un'intera carriera determinano che cosa faranno e come si sentiranno durante. Da cui spesso scaturiscono ansie e disturbi psichici legati alle competizioni.

Ho fortemente voluto questa formula perché in pochi, specie negli sport minori, possono permettersi un mental coach individuale, anche al prezzo minimo di mercato a cui ci tengo a farlo io. Mentre così, per una cifra pari ad appena un'ora di coaching individuale, chiunque può frequentare un intero corso che gli darà insieme:
1. La formazione mentale (Mental Training) minima indispensabile per praticare sport in modo sano.
2. Il Mental Coaching personalizzato di cui il Mental Training non dovrebbe mai fare a meno.

PS: cosa sono le 'domande potenti'? A cosa servono? Chi può farle? Ve lo spiego nel prossimo post ;)

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